Borghi e cucina tipica nella provincia di Teramo

Borghi e cucina tipica nella provincia di Teramo

Tra i paesaggi idilliaci dei monti e del mare c’è anche tanta gastronomia, arte e folklore. In breve, questa è la realtà della regione Abruzzo che, tra le bellissime spiagge del mar Adriatico, i prati, le boscaglie e le sommità innevate del Gran Sasso d’Italia e della Majella, offre da sempre vacanze complete e piene di sorprese. Tra le tante, anche la provincia di Teramo, la parte nord-est della regione, grazie ai numerosi borghi turistici, regala paesaggi mozzafiato e prelibatezze culinarie che lasciano il segno.

Suggestivi borghi in provincia di Teramo

Borghi e cucina tipica nella provincia di Teramo - Silvi Marina

Spiaggia di Silvi Marina

Per chi dovesse risalire la riviera adriatica, passando da Pescara e Montesilvano, arriva a Silvi Marina, forse la più frequentata delle sette stazioni balneari aprutine (le sette sorelle, le sette perle), grazie allo splendido arenile e uno dei più bei villaggi vacanze in Abruzzo, precisamente lo Europe Garden.
Silvi Alta, invece, nido d’aquila contro i Saraceni, è una delle più belle vedute del Medio Adriatico, la quale conserva ancora monumenti (parrocchiale di San Salvatore) ed ambienti antichi oltre che la tipica gastronomia contadina. Proprio da qui, attraverso una delle strade panoramiche più interessanti del teramano, si raggiunge, in una decina di chilometri, la città di Atri.
Ad Atri si può salire anche dall’altra famosa località balneare della zona, Pineto, fascinoso centro turistico caratterizzato dalla splendida folta pineta lunga più di 2 km – ed oggi integrata da piante nuove – lungimirante realizzazione di un gentiluomo locale, Luigi Filiani, la quale si protende verso il lunghissimo arenile che ha per sfondo la monumentale Torre di Cerrano. Questa è una delle cinquecentesche torri costiere di Carlo V, oggi acquistata dalla Provincia per un istituto di ricerche del Ministero della Marina Mercantile.

Da Pineto, lungo la vecchia strada che sale dolcemente sui colli e si perde tra il verde dei pini e degli olivi, si raggiunge Mutignano, antica sede comunale, che oltre ad offrire un suggestivo panorama, è interessante da visitare anche per la chiesa madre del patrono San Silvestro papa con il massiccio campanile eretto proprio sull’ingresso e con frammenti e bassorilievi di un edificio più antico. All’interno vi è la preziosa pala d’altare dipinta su tavola – risalente al XV secolo – dal grande Andrea De Litio. Questa raffigura San Silvestro e gli episodi della sua vita miracolosa.

Da Roseto degli Abruzzi, altra ridente stazione balneare aprutina famosa per le sue manifestazioni sportive, folcloristiche e rinomata anche per i vini di Cologna, Montepagano, Casal Thaulero,  si snoda, lungo la Valle del Vomano e poi lungo quella del Mavone, uno degli itinerari turistici più interessanti e più noti della provincia teramana, fino ad Isola del Gran Sasso d’Italia e Castelli.

Borghi e cucina tipica nella provincia di Teramo - Montepagano

Montepagano

A parte la salita di Montepagano, che dai suoi spalti Saraceni offre una delle più belle vedute dell’Adriatico e custodisce dentro le mura monumenti ancora suggestivi – nella parrocchiale dell’Annunciazione molte opere d’arte e una bella croce d’argento di Paolo di Sante da Teramo, del 500 – imboccata la Valle del Vomano con la SS 150, dopo Casal Thaulero e i suoi stabilimenti enologici, s’incontra a destra il bivio per S. Maria di Propezzano. Questa, solinga e grandiosa sul poggio tra gli olivi, rappresenta uno dei monumenti romanici più suggestivi e meglio conservati del teramano (portale con lunetta del 200, Porta santa di scuola atriana, affreschi del 300 e del 400).

Poco oltre, in un agro ricco di frutta ed ortaggi, di buoni ritrovi locali pubblici con impianti sportivi e ricreativi ed ottima cucina paesana, si potrà visitare anche la romanica (XI-XII sec.) chiesa di San Clemente a Guardia Vomano, nell’agro di Notaresco che custodisce resti pagani ed uno splendido ciborio arabeggiante dei maestri Roberto, Roger e Nicodemo, oltre alla statua lignea del Santo titolare.
Risalendo ancora la valle verso Castelnuovo, a destra al bivio per Castelbasso (cospicui avanzi di mura e di porte del castello chiesa atriana con curioso portale 400) e Castellalto con la suggestiva Terravecchia ed ampie vedute sulle valli del Tordino e del Vomano, oltre che sui monti e sul mare.

Ancora più in là, vi è un altro bivio per Canzano (Campvs attianvs), il Castello di Re Tacchino (il tacchino alla canzanese servito a freddo in gelatina, è un dei piatti forti della gastronomia teramana-abruzzese), con un’ottima scuola del merletto e monumenti notevoli. Tra questi, la chiesa di San Salvatore, restaurata e ricca di affreschi (tra molti altri, un San Luigi de’ Francesi, il Santo dei Crociati) e la miracolosa Santa Maria dell’Alno, dalle linee barocche, in cui si fa festa il 26 Luglio, giorno di Sant’Anna, protettrice delle partorienti.

Borghi e cucina tipica nella provincia di Teramo

Le fuscelle per il formaggio

A Silvetta di Guardia Vomano e a Guzzano di Castellato, alcuni artigiani isolati lavorano il giunco (per le fuscelle del cacio pecorino), il ferro battuto, la maiolica, ed intagliano ceppi d’olivo per sculture e oggetti d’uso.
Proseguendo, sulla SS.150, oltre Villa Vomano (Teramo) e Val Vomano ( Penna S. Andrea) che sono al di qua e al di là del ponte, a sinistra si stacca la strada che risale la valle del Mavone e conduce con breve deviazione a S. Maria di Ronzano.

Dopo Villa Petto, in agro Castel Castagna, la solitaria chiesa romanica a tre navate le cui architetture hanno echi pisani e pugliesi (1181), è una delle pagine più organiche e accattivanti che la natura lombarda e d’Oltralpe abbia lasciato sulle pareti di un monumento dell’Italia centrale, e dal cui sagrato erboso si può ammirare una delle cadute più impressionanti del Corno Gran del Gran Sasso d’Italia (2912 m).

Borghi e cucina tipica nella provincia di Teramo - Castelli

Comune di Castelli

Proseguendo, dopo il caratteristico poggiolo in un’ansa del Mavone su cui grandeggiano i ruderi del cenobio e la restaurata chiesa benedettina di San Giovanni al Mavone (o ad Insulam) con le tre navate basilicali, la cripta antichissima, gli affreschi e i bassorilievi preziosi, ecco il bivio per Castelli, a sinistra, verso il quale s’arrampica in dolci tornanti tra il verde e le ampie visioni e del mare, una bella strada che conduce fin nel cuore del glorioso centro maiolicaro dell’Abruzzo e del Regno. Ancora più oltre, si prosegue per l’istituto Statale dell’arte Ceramica F.A.Grue, per i ruderi di San Salvatore presso Villa Re e quindi al bosco sotto le pareti incombenti e cristalline del Monte Camicia verso Rigopiano (tristemente nota per il disastro provocato dalla valanga) e Campo ImperatoreCastelli, con i suoi monumenti, le sue decine di botteghe artigiane, la sua arte nota e documentata fin dai tempi preromani ma fiorente soprattutto in età barocca con i Grue e Gentili, è una delle mete del turismo teramano ed abruzzese.

Obbligatorio visitare poi Duecento, la via Carmine Gentile con la casa di Orazio Pompei, la chiesetta campestre di San Donato (la Cappella Sistina della maiolica italiana, disse Carlo Levi).
Interessante anche l’istituto d’arte con il grande presepio in ceramica e il museo civico, con i mattoni cinquecenteschi di S. Donato ed altre Maioliche. Tra le manifestazioni, l’Agosto a Castelli, con la vendita delle maioliche nelle strade e nelle piazze, e il lancio dei piatti sul fiume Leomogna.

Borghi e cucina tipica nella provincia di Teramo - Isola Gran Sasso

Isola Gran Sasso

Ridiscesi sul pianoro di San Giovani, da cui si gode di una vista eccezionale del Gran Sasso, si può, in qualche minuto ancora, raggiungere Isola Gran Sasso d’Italia, circondata dai fiumi Ruzzo e Mavone. Stupefacenti le sue viuzze e le piazzole monumentali con porte e finestre inscritte (la città dei motti, anche se le vicende urbanistiche li hanno decimati), ma anche la parrocchia di San Massimo col portale di Matteo di Napoli (sec. XV) e le preziose oreficerie, la Cona di San Sebastiano con gli affreschi di Andrea De Litio, la Casa dei Marchesi della Valle con il bel cortile del 400.

Nei dintorni, molto interessanti dal punto paesaggistico, il Santuario di San Gabriele dell’Addolorata, antico convento francescano del tutto ammodernato, canonizzato nel 1920 e proclamato nel 1959 da Papa Giovanni patrono dell’Abruzzo.

Borghi e cucina tipica nella provincia di Teramo - Mazzarelle

Mazzarelle

Interessanti anche i ruderi del castello dei conti di Pagliara dove nacque San Berardo, (patrono di Teramo) ed annesse frazioni, antichi insediamenti abbarbicati al Corno Grande, da Casale San Nicola (imbocco del traforo del Gran Sasso) a Fano a Corno, da Pretara a San Pietro e alle cascate del Ruzzo, dove inizia la galleria dell’acquedotto omonimo che disseta quasi tutta la provincia.
Anche in queste valli è deliziosa la gastronomia pastorale, dalle mazzerelle e dagli agnelli del Vomano e del Mavone ai maccheroni, ai timballi, ai salumi e formaggi di Castelli e di Isola.

Borghi e cucina tipica nella provincia di Teramo - Porto di Giulianova

Porto di Giulianova

Da Giulianova, antico porto romano di Catrum Novum , rifondata sul colle nel sec. XV dal duca d’Atri, Giulio Antonio Acquaviva, si raggiunge poi Colleranesco e San Nicolò a Tordino sulla SS 80 del Gran Sasso d’Italia, fino a giungere al capoluogo di provincia Teramo.
Nel centro storico di Giulianova però sono assolutamente da vivere il Duomo di San Flaviano, la Pinacoteca civica, la Biblioteca Bindi, oggi importantissima stazione balneare della riviera aprutina con porto peschereccio e turistico e, quindi, anche le varie fabbriche di liquori e confetti.

Altro itinerario da seguire nella provincia di Teramo, stavolta più complesso e sicuramente movimentato ma sempre interessante, è quello che, con partenza da Giulianova Alta lungo la panoramica SS. 26, tra le valli del Tordino (un tempo chiamato Trontino ovvero piccolo Tronto) e del Salinello, lambisce prima il castello di Montone (torre del maschio trecentesco, bel sarcofago gotico di Bucciarello di Giacomo di Bartolomeo, 1390), dall’agro assai ricco dove è possibile intrattenersi anche con l’ippica. E poi ancora l’abitato di Mosciano Sant’Angelo, noto per essere tra i comuni più industriali e ricchi della provincia (famose le fabbriche di mobili e l’artigianato del rame).


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