Itinerario in Calabria: tra Costa dei Cedri, Sila e borghi fantasma

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La Calabria è una regione speciale sotto molti punti di vista, ma non tutti sanno che un viaggio in Calabria può trasformarsi in un’esperienza sorprendente grazie a itinerari a tema e a luoghi di cui magari abbiamo sentito parlare solo nei libri. Ecco qualche dettaglio in più sulla Costa dei Cedri, sulla Sila e sui borghi fantasma che danno sempre anima a questa regione del Sud Italia.

La bellezza della Costa dei Cedri

Una delle più grandi attrattive da non lasciarsi scappare quando ci si reca in Calabria è certamente quella che viene definita come la costa o la Riviera dei Cedri, ovvero una zona marittima che nasce in provincia di Cosenza e che ha una lunghezza di circa 80 km. La costa in questione si affaccia sul Mar Tirreno partendo da Tortona e arrivando a Bonifati ed è famosa perché è proprio in questa zona che viene coltivata una particolare varietà di cedro, la quale rappresenta l’anima della regione stessa.

Questo posto è molto ambito dei turisti, in quanto questi non solo vogliono ritagliarsi dei momenti di relax da trascorrere in viva al mare, ma desiderano anche accedere al piatto tipico della zona. Bisogna poi sapere che esistono delle isole e delle grotte che vanno ad impreziosire ancora di più il posto. Parliamo delle isole di Mirella dell’isola di Dino, ma anche di comuni che è possibile osservare se si risiede in questa zona. Tra quelli più visitati e apprezzati Bonifati, Santa Maria del Cedro, Diamante, Scalea e Praia a Mare.

Isola di Dino – (Foto © Canva)

Alla scoperta di Sila e dei borghi fantasma

Un altro aspetto che da sempre incuriosisce i turisti è quello legato alla possibilità di farsi catturare da meraviglie che sarebbe impossibile visitare altrove. Parliamo dei borghi fantasma fra cui Sila e molti altri comuni che sono stati definiti come tali poiché una volta erano ampiamente abitati, ma con il passare del tempo hanno visto i loro abitanti prendere il via. Queste persone, per motivi di lavoro o per cercare delle comodità aggiuntive che un borgo non può soddisfare hanno deciso di trasferirsi nelle grandi città, lasciando queste piccole abitazioni vuote.

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Tra i borghi che possiamo annoverare come quelli definiti fantasma, rientra sicuramente Fantino. Parliamo di un comune che negli anni 80 era veramente molto abitato mentre ora è definito come il classico borgo fantasma. La stessa storia possiamo ripeterla per Pentedattilo, una piccola realtà che si trova su una zona rocciosa e che deve il suo nome particolare alla sua forma, in quanto ricorda una mano con cinque dita.

Pentedattilo – (Foto © Canva)

Campana non fa la differenza, in quanto trasmette un senso di grande inquietudine proprio perché estremamente abbandonato. Sicuramente spiccano ancora il Palazzo Rizzo e la Madonna di Costantinopoli alla quale è stata dedicata una chiesa. Un borgo che molti descrivono come spaventoso quando giunge la sera proprio perché le case sono molto antiche e vi abitano così poche persone da rendere questa piccola comunità estremamente silenziosa, soprattutto quando calano le tenebre. Un itinerario ricco di sensazioni uniche che, ancora una volta, solamente la nostra bella penisola può regalarci.

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