Guida pratica per organizzare il tuo safari in Tanzania

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L’Africa è un continente magico, la culla dell’umanità e un luogo dove la natura incanta con tutta la sua magia. Esistono molti modi per scoprirne la potenza. Tra questi, rientra la partecipazione a un safari in Tanzania.

Si parla tanto di questa tipologia di esperienza. Non sempre, però, ci si sofferma con la giusta attenzione sui consigli da seguire per organizzarla. Scopriamo assieme i principali nelle prossime righe.

Il vocabolario del safari

Soprattutto quando è la prima volta che si fa l’esperienza del safari in Tanzania, è bene mettersi nell’ottica di dover familiarizzare con alcune espressioni tecniche.

La prima è “game drive”, due parole che indicano l’escursione in jeep durante la quale è possibile osservare gli animali nel loro ambiente naturale. Si tratta dell’attività più conosciuta nell’ambito dell’intera esperienza del safari, che comprende anche il pernottamento.

Un’altra espressione tecnica legata a questa tipologia di vacanza è “area di conservazione”.

Essenziale è sottolineare che si tratta di un luogo diverso rispetto al parco nazionale. Nell’area di conservazione, infatti, possono essere presenti pure degli abitati, così come delle aree in cui, applicando un approccio all’insegna della sostenibilità, è comunque realtà una situazione di sfruttamento delle risorse naturali.

Con l’espressione “game reserve” si inquadra, invece, un contesto affine al parco nazionale, ma dove sono ammesse più attività, per esempio i safari a piedi o muovendosi via acqua.

Con queste informazioni alla mano, si partirà avvantaggiati nell’esame della proposta dell’agenzia che si contatterà per organizzare un safari in Tanzania.

Il fai da te è sconsigliato in un viaggio affascinante ma complesso come il safari. La cosa migliore è affidarsi a professionisti qualificati, conoscitori delle normative locali e in grado di offrire soluzioni di personalizzazione degli itinerari.

Soluzioni per il pernottamento

Quando si organizza un safari in Tanzania, è bene essere consapevoli, in modo da avere il quadro della situazione chiaro pur affidandosi a professionisti qualificati, delle soluzioni disponibili per il pernottamento. Ecco le principali:

  • Campeggio: i partecipanti al safari passano la notte in tende a forma di igloo. I bagni sono condivisi con gli altri turisti e lo stesso accade con le zone dove si consumano i pasti, che vengono preparati da un team di cuochi. Si tratta, tra le varie disponibili per chi vuole vivere l’esperienza del safari in Africa, della soluzione più economica. Il contro? Il suo non essere adatta a tutti. Per viverla al meglio, infatti, sono necessarie forti capacità di adattamento.
  • Lodge: struttura fissa con muratura, il lodge si trova vicino al confine dei parchi. In alcuni casi, scegliere questa sistemazione per la notte vuol dire, oltre ad avere la possibilità di usufruire di interni con gli stessi comfort di un hotel, anche apprezzare plus come la piscina. Nei casi in cui è presente la corrente, bisogna mettersi nell’ottica del fatto che, in Tanzania come in tanti altri Paesi africani, in special modo nelle zone rurali, sono frequenti le interruzioni.

Da non dimenticare è anche l’esistenza di soluzioni come i campi tendati – lodge dove i singoli alloggi sono delle tende – e i lodge tendati.

La scelta dei parchi

Un dettaglio che fa la differenza quando si parla di organizzazione di un safari in Tanzania è la scelta dei parchi da includere nell’itinerario. Premettendo ancora una volta l’importanza di affidarsi ad agenzie esperte, ecco l’elenco di alcuni tra i più belli:

  • Serengeti National Park: in questo caso, si parla di un parco nazionale noto per il fatto di avere un ecosistema estremamente differenziato, praticamente senza eguali nell’intero territorio, immenso, dell’Africa sub-sahariana. Troviamo tutti e cinque i grandi animali della savana, ossia il leone, il leopardo, il bufalo e il rinoceronte.
  • Ngorongoro Conservation Area: come accennato nelle righe precedenti, le aree di conservazione sono diverse dai parchi nazionali. Questa in particolare è nota per la possibilità, da parte delle popolazioni Masai, di spostarsi e di vivere al suo interno. Il fulcro di questo meraviglioso luogo naturale è il cratere del vulcano Ngorongoro, inattivo. Nelle vicinanze di questa zona, è possibile trovare un ampio numero di specie di animali, dagli gnu alle zebre, senza dimenticare gli ippopotami e i babbuini.
  • Tarangire National Park: nel caso di quest’area protetta, a destare l’attenzione non sono solo gli animali, ma anche le piante. Parliamo, infatti, dell’area protetta che, in tutta la Tanzania, ospita il maggior numero di acacie e di baobab. Nel corso dei mesi di stagione secca, è possibile apprezzare, lungo l’alveo del fiume Tarangire, le migrazioni di animali come elefanti e gnu.
  • Lake Manyara National Park: in questo parco naturale tanzanese, è possibile ammirare animali come i babbuini, che vivono nella zona settentrionale, dove l’ambiente dominante è la foresta equatoriale. In prossimità del lago, invece, è possibile trovare delle colonie di ippopotami.

Concludiamo rammentando che, lato costi, non si può dare una cifra definita. Tutto dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di alloggio. Se, per esempio, si sceglie un lodge di categoria base, si pagano dai 400 ai 450 dollari a persona al giorno.

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