Pasqua nelle Marche, i piatti da mangiare nei 4 giorni di festa

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La Pasqua marchigiana dall’antipasto al dolce è un trionfo di tradizioni contadine, familiari e religiose di un territorio ricchissimo dal punto di vista gastronomico. Ogni provincia ha le proprie tipicità tutte da scoprire, ma le parole chiave sono tre: agnello, uova, dolci di Pasqua.

  1. Il venerdì Santo in tavola vede protagonista lo stoccafisso, la cui preparazione cambia da zona a zona con una costante, le patate di accompagnamento.
  2. Il sabato Santo è tipica per colazione la coratella d’agnello (fegato, cuore e polmoni), cotta in padella con olio, rosmarino e cipolla, spruzzata con il succo di limone e servita molto calda.
  3. La domenica di Pasqua per colazione c’è la frittata, con la “mentuccia”, una ricetta della parte montana delle Marche, che secondo la tradizione viene bagnata con un po’ di acqua benedetta e in alcune zone la “mentuccia” è sostituita dagli asparagi o dalla vitalba. Non può mancare la Pizza di Pasqua o Pizza con il formaggio – tipica pietanza pasquale diffusa in tutta la regione – una sorta di panettone salato – a base di formaggio.
    A pranzo poi il “panbollito di Pasqua”, che viene preparato facendo un sugo con olio, aglio, prezzemolo, pomodoro spezzettato o passata e l’agnello a piccoli pezzi. In una pentola bassa e larga vengono disposte le fette di pane alternate alla pizza di Pasqua, e ogni strato viene bagnato con brodo, sugo e uova sbattute con il formaggio grattugiato, da servire molto caldo.
    Tra i dolci al primo posto la caratteristica pizza dolce, incredibilmente profumato, grazie all’aggiunta di aromi naturali, canditi e uvetta sultanina.Nel maceratese tra Loro Piceno e San Ginesio, tipico è l’agnello dolce. Pasta frolla dalla forma d’agnello con un ripieno di cioccolato, mandorle tritate, uova, zucchero e canditi; ricoperto con una glassa di zucchero a velo e albumi montati. Una ricetta custodita gelosamente delle monache fino a qualche decennio fa e oggi è patrimonio di un’artigiana di Loro Piceno, che regala ancora i suoi sapori antichi e genuini.
  4. Il lunedì dell’Angelo il posto d’onore è per le ciambelle di Pasqua: le “vergare”, le donne di casa marchigiane, iniziavano ad impastare queste ciambelle il giorno della Passione di Cristo, le facevano riposare il sabato per poi cuocerle il giorno di Pasqua.

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Foto di copertina @Regione Marche

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