L’11 e 12 ottobre 2025 torna la Giornata Nazionale del Camminare, appuntamento promosso da FederTrek e ormai atteso da tutti coloro che vedono nel movimento lento un’occasione di scoperta e rigenerazione. Due giorni dedicati a un gesto antico e semplice, il camminare, che diventa pratica di benessere fisico, consapevolezza interiore e riscoperta del territorio. Dai laghi alpini alle cime leggendarie, fino ai percorsi di pellegrinaggio medievali, l’Italia si offre come un mosaico di sentieri che invitano a rallentare e ad ascoltare.
Dolomiti: montagne leggendarie e valli silenziose
Patrimonio UNESCO e vero paradiso per gli escursionisti, le Dolomiti si confermano tra i protagonisti della Giornata del Camminare. In questi paesaggi verticali, il passo del viandante incontra vallate segrete, laghi cristallini e pareti di roccia che raccontano la storia geologica di milioni di anni.
Tra le mete più suggestive spiccano i percorsi del Parco Naturale di Fanes-Sennes-Braies, con i suoi altipiani sospesi e i boschi che in autunno si accendono di sfumature dorate. L’esperienza qui è duplice: contemplativa, grazie a panorami di una bellezza che lascia senza parole, e culturale, attraverso le leggende ladine che popolano i racconti delle guide locali. La Val d’Ega, incastonata tra il Latemar e il Catinaccio, offre invece oltre 500 chilometri di sentieri adatti a ogni livello di esperienza: itinerari panoramici, percorsi tematici legati alle fiabe alpine e cammini che conducono a osservatori astronomici, dove la scienza incontra il paesaggio.
Laghi alpini e vette iconiche
L’autunno dolomitico si rivela nel suo massimo splendore attorno ai laghi, specchi d’acqua che riflettono il foliage e le prime nevi sulle cime. Il Lago di Dobbiaco, con i suoi sentieri attrezzati e le piattaforme panoramiche, rappresenta una tappa imperdibile per chi cerca un contatto diretto con la natura. Non lontano, il trittico dei laghi di Braies, Dobbiaco e Landro offre un itinerario che unisce escursionismo e contemplazione, perfetto per chi desidera vivere il paesaggio senza fretta.
A pochi passi, le Tre Cime di Lavaredo rimangono un simbolo assoluto dell’alpinismo e della montagna italiana. Qui il cammino assume una dimensione quasi rituale: il silenzio interrotto solo dal vento e dai richiami della fauna alpina rende ogni passo parte di un’esperienza che è insieme fisica e spirituale.
Per gli appassionati di sfide più intense, l’autunno è anche il momento ideale per vie ferrate e arrampicate, che permettono di toccare con mano la verticalità delle Dolomiti. Ma accanto all’adrenalina convivono esperienze di forest bathing e birdwatching, che restituiscono la montagna come ecosistema fragile e da custodire.
Emilia: camminare sulle orme dei pellegrini
Se le Dolomiti rappresentano la dimensione naturalistica più spettacolare, l’Emilia racconta l’anima culturale del cammino. Lungo le antiche vie di pellegrinaggio – Francigena, Via degli Abati, Via di Linari, Via Matildica del Volto Santo – ogni passo diventa un ritorno alla storia. Qui il paesaggio appenninico si intreccia con pievi romaniche, castelli, mulini e borghi medievali che conservano intatta la memoria del passato.
Il Parco dei Cento Laghi, nel Parmense, accoglie i camminatori con scenari che alternano laghi glaciali e sorgenti sulfuree, mentre la Val Taro accompagna verso i boschi dove cresce il celebre fungo porcino, testimonianza di un legame profondo tra natura ed enogastronomia. L’autunno porta con sé i colori caldi dei vigneti dei Colli Piacentini e della Val Tidone, trasformando il cammino in un’esperienza multisensoriale, tra paesaggio e tradizione vitivinicola.
Chi desidera la montagna più autentica può spingersi fino al Monte Cusna, una delle vette simbolo dell’Appennino reggiano, oppure percorrere i sentieri della Val Tassobio, tra gole e boschi che invitano a un’immersione totale nel silenzio.
Un passo dopo l’altro, verso un’Italia che sorprende
La Giornata Nazionale del Camminare non è solo un evento per gli appassionati di trekking, ma un’occasione per riscoprire un’Italia meno frenetica e più autentica. Che si tratti di un’escursione tra le Dolomiti, di un percorso intorno a un lago alpino o di un cammino lungo le vie dei pellegrini emiliani, il filo rosso è lo stesso: il valore del movimento lento come forma di benessere, di conoscenza e di rispetto per l’ambiente.
Camminare diventa così un gesto culturale, un invito a guardare con occhi diversi territori che spesso si credono già conosciuti. Un atto di cura verso se stessi e verso il paesaggio che ci circonda. Perché, come insegnano i sentieri, il viaggio più importante inizia sempre con un passo.

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