Marocche di Dro: tra archeologia e paesaggi meravigliosi

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Seguendo le orme dei dinosauri nelle Marocche di Dro in Trentino

Le Marocche di Dro, a Nord del Lago di Garda, sono una vasta distesa di rocce che si estende per circa 250 ettari e che si è formata a seguito di tre frane avvenute circa 200.000 anni fa. I detriti rocciosi depositatisi sono stati poi ulteriormente modificati dal tempo e dagli agenti atmosferici fino a farli assumere l’aspetto di oggi, simile ad una superficie lunare dove sono state rinvenute anche tracce di dinosauri.

Il termine “marocca” in dialetto trentino vuol dire proprio sasso, ad indicare l’alta presenza di questi massi nel posto.

Cosa vedere presso le Marocche di Dro

Tutti gli appassionati di escursioni troveranno pane per i propri denti presso le Marocche di Dro perché qui è possibile partire alla scoperta del territorio che in realtà è piuttosto arido dal punto di vista della vegetazione ma non per questo meno affascinante, anzi è proprio qui che nascono specie molto rare come il tebrinto o il pero corvino e piccoli bonsai caratteristici proprio perché abbarbicati sulle rocce. Per quanto riguarda la fauna non ci sono molti mammiferi ma il luogo è invece popolato da molte specie di uccelli e di rettili.

Attraversando il bosco e lungo il fiume Sarca, il percorso si articola fra sassi, detriti e rocce contraddistinte da tipiche scanalature, molto diffuse nel fenomeno del carsismo superficiale. Camminando si giunge al punto in cui nel 2000 sono state rinvenute nella roccia tracce fossili di due dinosauri, uno erbivoro e uno carnivoro, di cui probabilmente uno appartenente alla specie dello Scelidosauro, preziosa testimonianza del passato giunta fino ai giorni attuali.

Ancora, il Lago di Cavedine, una pozza d’acqua ideale per sostare o pranzare a sacco godendosi il panorama circostante nelle cui vicinanze sorgeva la vecchia Centrale Elettrica di Fies che oggi ospita un centro culturale e teatrale.

Dove andare nelle vicinanze delle Marocche di Dro

Dopo l’escursione sulle tracce dei dinosauri e nel selvaggio paesaggio delle Marocche di Dro, si può completare la propria escursione nel piccolo paesino che le ospita, Dro, appunto. Il borgo custodisce alcune chiese caratteristiche come quella della seconda metà del ‘600 di Sant’Antonio, il patrono della città e la Chiesa dell’Immacolata, risalente al 1877, accanto alla quale si trova la Chiesa dei Santi Sisinio, Martirio e Alessandro.

Un altro punto di interesse da non perdere è il Ponte romano di Ceniga, ricostruito nel 1719 dopo una piena del fiume Sarca: infatti la costruzione veniva utilizzata probabilmente per attraversarlo.

Infine, nel vicino paese di Pietramurata si trovano i resti della Torre di Guàita risalente al XVI secolo, chiamata così proprio perché era una torre di avvistamento posta a guardia, con struttura quadrangolare realizzata con pietre vive.

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