Nel cuore del Canavese, Ivrea, la cittadina eporediese racconta un’idea rivoluzionaria di lavoro e comunità e offre al visitatore un percorso coinvolgente tra fabbriche modello, edifici modernisti e un’identità industriale che ha fatto scuola.
Tra gli anni ’30 e ’60 del Novecento, lungo via Jervis, prende vita una vera e propria città industriale progettata per l’uomo, grazie alla visione di Adriano Olivetti: imprenditore, intellettuale e riformatore. Qui, fabbriche, case, scuole e centri culturali si intrecciano in un modello urbano innovativo, dove l’architettura dialoga con il paesaggio e la vita quotidiana. Gli edifici, firmati dai più importanti architetti italiani dell’epoca, raccontano un’idea in cui il lavoro valorizza l’uomo. Olivetti immagina una comunità fondata su bellezza, educazione e partecipazione. Per questo, accanto agli stabilimenti sorgono asili, biblioteche, abitazioni moderne e spazi condivisi. Un progetto sociale unico nel suo genere, che ancora oggi ispira. Nel 2018, il capoluogo canavesano è stato riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO, per il valore architettonico e l’eccezionalità della sua visione umanistica. “Ivrea non è stata solo una città di fabbriche ma anche il laboratorio di un’idea rivoluzionaria. Adriano immaginò un luogo dove lavoro, cultura, architettura e benessere potessero convivere in armonia. Il risultato è visibile ancora oggi. Questa città è un raro esempio in cui la modernità industriale non ha cancellato l’umanità, ma l’ha progettata” spiega Filippo Ghisi, Site Manager del Sito UNESCO Ivrea Città Industriale del XX secolo.
Porta d’ingresso alla città olivettiana
Accogliente e moderno, il Visitor Centre (al civico 11 di via Jervis) è il punto di partenza ideale per chi vuole scoprire la città dove l’industria ha incontrato la cultura, l’architettura e l’innovazione sociale. Situato nel cuore del sito UNESCO, questo spazio offre un’introduzione interessante all’universo Olivetti attraverso installazioni visive, racconti e mappe interattive. Qui si respira lo spirito di una comunità che ha saputo immaginare il futuro, unendo lavoro, bellezza e dignità umana. Agli appassionati di architettura e ai viaggiatori curiosi, offre spunti, itinerari e consigli per vivere un’esperienza autentica tra fabbriche trasformate e paesaggi culturali.
Le Officine ICO
Lungo via Jervis s’affaccia una delle prospettive industriali urbane del Novecento più note al mondo: le Officine ICO, simbolo architettonico e culturale di un’intera epoca. Tutto ebbe inizio con la Fabbrica dei Mattoni Rossi, primo nucleo produttivo Olivetti, a cui seguirono quattro ampliamenti. Progettate per dialogare con la città, seguendo l’andamento della strada, le Officine ICO non erano solo spazi di lavoro, ma vere e proprie “fabbriche sociali” dove prendeva forma un nuovo modo di pensare l’impresa, la comunità e il territorio. Tra macchine da scrivere, calcolatrici e innovazioni tecnologiche, si è scritta una delle pagine più affascinanti dell’industria italiana. Dalla loro costruzione fino al 1955 furono cuore della produzione Olivetti; in seguito ospitarono uffici e lavoratori sino alla fine degli anni ’90. Oggi, questo grande complesso continua a raccontare, con la sua imponenza discreta e il rosso vivo dei mattoni, una storia fatta di lavoro e umanità.

Capolavoro di design industriale
Il Palazzo Uffici Olivetti (via Jervis 77) è molto più di un edificio: è un’icona di stile e innovazione, un capolavoro di architettura industriale degli anni ’50 e ’60 firmato da Fiocchi, Bernasconi e Nizzoli. Al suo cuore batte uno scalone monumentale, un vero gioiello architettonico, maestoso e illuminato dall’alto grazie a un lucernario in vetro di Murano. Gli interni raffinati, impreziositi da marmi pregiati e boiseries eleganti, raccontano la filosofia Olivetti: ogni dettaglio è pensato per ispirare chi vi lavora e chi vi entra.

Talponia, quando l’avanguardia è di…casa
Progettata nel 1968 dagli architetti Roberto Gabetti e Aimaro Oreglia d’Isola, l’Unità Residenziale Ovest di Ivrea – conosciuta da tutti come Talponia – è uno degli esempi più originali dell’architettura olivettiana. Pensata per ospitare temporaneamente i dipendenti dell’azienda, sorge ai margini del parco di Villa Casana e si sviluppa per circa 300 metri lungo una curva interrata che sfrutta un terreno modellato artificialmente. Con i suoi 81 appartamenti, oggi frazionati in proprietà individuali, e le caratteristiche cupole in plexiglass sul tetto, Talponia unisce funzionalità, sostenibilità e integrazione con il paesaggio. Un progetto visionario che trasforma Ivrea da città-fabbrica a città per la persona.

Case Olivetti: abitare la modernità
A Ivrea, le case per operai progettate tra il 1939 e il 1941 da Figini e Pollini sono uno straordinario esempio di edilizia sociale moderna. Linee pulite, tetti piatti e facciate bianche raccontano un’eleganza discreta e funzionale, in edifici pensati per garantire benessere ai lavoratori. Ogni alloggio è studiato nei dettagli: giardini privati, spazi funzionali, e – dal 1951 – anche piccole autorimesse. Accanto, tra il 1948 e il 1952, sorgono sei case unifamiliari per dirigenti, progettate da Marcello Nizzoli e Giuseppe Mario Oliveri. Sempre improntate al comfort, si distinguono per soluzioni architettoniche eleganti e moderne. Questi edifici, semplici solo all’apparenza, custodiscono un’idea rivoluzionaria: costruire bellezza e qualità della vita per tutti.
Dalle macchine da scrivere al primo PC
Nel cuore dell’ex polo industriale di Ivrea, il Laboratorio-Museo Tecnologic@mente racconta una storia di innovazione e genialità italiana. Nato per celebrare l’eredità di Olivetti, qui si respira ancora il fascino delle macchine da scrivere, delle calcolatrici meccaniche e del leggendario Programma 101, il primo personal computer da tavolo al mondo. Questo spazio museale non è solo una raccolta di oggetti, ma un vero e proprio laboratorio dove scuole e visitatori possono toccare con mano la tecnologia.

Storia e innovazione a Villa Casana
L’Archivio Storico Olivetti, ospitato nella storica Villa Casana, custodisce milioni di documenti che raccontano oltre un secolo di innovazione, cultura e industria italiana. Costruita all’inizio del XX secolo come residenza di villeggiatura, dopo essere stata sede di un comando tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1952 fu acquistata dalla Olivetti e trasformata in uffici e scuola dell’infanzia. Dal 1987 ospita l’Archivio Storico Fondazione Adriano Olivetti. Ma non ci sono solo documenti di tecnologia: l’archivio raccoglie infatti anche materiali legati ai lavoratori, ai sindacati e alle famiglie Olivetti, grazie al contributo della Fondazione e di ex dipendenti che hanno salvato preziose testimonianze.
www.ivreacittaindustriale.it è il sito ufficiale dedicato a Ivrea Città Industriale del XX secolo, patrimonio UNESCO: racconta la storia, i luoghi e l’eredità culturale e architettonica del progetto olivettiano.


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