Luoghi dell’Infinito: scoprendo l’Eremo della Stella tra misteri, curiosità e devozione

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Tradizionalmente, le apparizioni della Vergine hanno come teatro la grotta e la fonte: a tale proposito Lourdes rappresenta un caso emblematico. Ciò accade anche in Valnerina, dove l’associazione Vergine – Grotta – Acqua è estremamente ricorrente. L’oratorio eremitico ubicato in Val Noce, oggi Madonna della Stella ed anticamente meta di numerosi pellegrinaggi, ben esprime questo antico trinomio. Un tempo, prima di accingersi a salire la rampa che conduce alla pittoresca chiesa anacoretica, i pellegrini s’inginocchiavano ai bordi del ruscello che scorre nelle immediate vicinanze dell’eremo e, dopo essersi bagnate le mani, praticavano solennemente col segno della croce. In antichità il ruscello serviva da “limes”, da confine, tra spazio profano e territorio sacro: al di qua del fiumiciattolo la gioia dei canti che coronavano ogni pellegrinaggio; al di là, la preghiera ed il pentimento che ispirava il cammino terreno degli eremiti.

L’Eremo della Madonna della Stella è situato nel cuore della Val Noce, a metà strada tra Poggiodomo e Cerreto.

Perchè visitare l’Eremo della Stella?

Il luogo in cui sorge il santuario della Madonna della Stella, circondato dalle grotte degli antichi eremiti, è impregnato di una sacralità tipicamente mariana, connotata dalla valle, dall’acqua che scorre limpida e fresca, dalla selva ombrosa e dal silenzio delle grotte eremitiche. Contemplando dal basso la rupe in cui quelle grotte si aprono, si ha l’impressione di osservare dei nidi ormai vuoti, abbandonati da uccelli che hanno trasvolato l’Oceano per non farvi più ritorno.

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L’insediamento fu eretto agli inizi del VII secolo come Cella Monastica Benedettina alle dipendenze dell’Abbazia di Farfa.

Tra etimologia e toponimi dimenticati

L’elemento “acqua” compare molto frequentemente nei toponimi della Valnerina e nel nome di alcuni luoghi mariani, fra tutti le Scentèlle della Madonna della Stella (nome con cui viene chiamato il ruscello sopra citato) e Santa Maria delle Scèntelle a Gavelli. Ragionando sulle origini dei due toponimi, l’ipotesi più suggestiva (ma verosimilmente più fantasiosa) è quella che fa derivare scentèlle da centum cellae, in riferimento agli “alveari” eremitici che dominano la Val Noce. Se si chiede – come abbiamo fatto – alla gente che vive in questi luoghi cosa significa nel dialetto parlato “scentèlla” si ottiene un’etimologia assai diversa: “scentèlle è ‘na sorgente d’acqua che zampilla”. L’associazione del toponimo con l’acqua è dunque palese.

L’ultimo eremita fu Frate Luigi Crescenzi da Poggiodomo, caduto per malore dall’alto della rupe .

Piccole curiosità linguistiche…

Lettaralmente, “Scentèlle” deriva dal latino “scintilla”, equivalente dello spagnolo “centellear”, che significa “sprizzar bagliori”. “Scentèlle”, in origine, era riferito alle goccioline luminose ed iridescenti spruzzate dalle fonti che, viste contro-sole, sembravano liquide scintille. Il termine dialettale mostra chiaramente la derivazione dal latino quando viene associato alle stelle cadenti dette, appunto “scentèlle”.

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