La Torre di Traversara

La Torre di Traversara

Lo sguardo di chi proviene da Ravenna, dopo aver attraversato il ponte sul fiume Lamone, inevitabilmente si posa sull’elegante ed austera costruzione che appare alla sua destra: la Torre di Traversara.

Immersa in una verde campagna, pare posta a guardia del fiume Lamone e della strada che conduce a Traversara e da cui la stessa via ha preso il nome di Via Torri.

La torre, ora unica superstite di un complesso di edifici di minore grandezza, costituì la dimora dei Conti Hercolani di Bagnacavallo.

Questa famiglia, nel secolo XV, abitava a Traversara e ne ebbe la proprietà come residenza di villeggiatura fino ai primi del XIX secolo.

Le origini della Torre non si conoscono e si ipotizza che all’inizio poté avere funzioni di Torre-fortezza in una dimora di una ricca famiglia circondata da possedimenti in tempi molto burrascosi.

Le documentazioni più antiche della torre sono riportate in due carte, realizzate per documentare i lavori di una palizzata per rinforzare gli argini, ora conservate nel Museo di russi, che riproducono un tratto del fiume Lamone, “Bòtta Hercolani” fra i comuni di Russi e Bagnocavallo.

La prima è data 1717, la seconda riporta la data del 1736; si evidenzia, nell’arco di soli 19 anni, una sostanziale differenza fra i due edifici: da Castello fortificato nella prima ad edificio abitativo con servizi vari e annessa chiesetta nella seconda.

All’inizio del sec. XIX, la proprietà della Torre e dei terreni passò dagli Hercolani al bagnacavallese Conte Pietro Vitelloni. In seguito, la proprietà della Torre passò all’Ing. Leonardo Rambelli, magistrato delle acque di Venezia , e da questi al nipote Giuseppe Rambelli, che vi abitava e lavorava nei periodi estivi. Pittore ritrattista, allievo del Fattori, di lui si conservano alcune opere nelle sale del Museo delle Cappuccine di Bagnocavallo e presso alcune famiglie della zona. Durante gli eventi bellici nell’inverno del 1944-45, la Torre fu fatta segno ad un cannoneggiamento da parte dell’esercito alleato in quanto considerato punto di osservazione e postazione di cecchini tedeschi. Il successivo restauro ne ha ripristinato solo la parte ora visibile.

www.traversarainfiore.it


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