Basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina

Basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina

Tra le varie attrazioni turistiche presenti a Galatina merita molto una visita la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, terminata di costruire nel 1391 (probabilmente l’inizio è datato 1369).
Fu eretta su richiesta di Raimondello Orsini del Balzo, principe di Taranto e cadetto di Nicolò Orsini conte di Nola, a cui fu data in moflie nel 1384 Maria d’Enghien, contessa di Lecce, la quale era proprietaria di terre del Salento.

Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, la storia

Il conte dedicò il tempio a Santa Caterina d’Alessandria, in seguito ad un pellegrinaggio compiuto sul Sinai dove aveva visitato, fra l’altro, l’omonimo celebre convento. Nell’abside della maestosa tardo – romanica struttura galatinese vi è il mausoleo del figlio Giovanni Antonio Orsini Del Balzo.
Molti sono gli affreschi che si trovano praticamente ovunque e che danno fama alla Basilica. Meravigliosa e fantastica l’opera pittorica realizzata da Francesco d’Arezzo (periodo centrale il 1435), così bella da fare pensare agli studiosi la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria seconda solo a quella di San Francesco d’Assisi.

Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, la struttura

Gli affreschi, ad ogni modo, sono pieni di storia sulle traversie della famiglia Orsini Del Balzo. Anche se, in verità, ci sono più strati di affreschi e quelli visibili sono risalenti al periodo (siamo attorno al 1420) che fa riferimento con il ritorno a Galatina di Maria D’Enghien rimasta vedova di Ladislao Durazzo, re di Napoli, preso in marito in seconde nozze dopo la morte del primo marito Raimondello Orsini Del Balzo.
Varie sono le tematiche dei disegni in ognuna delle cinque arcate. Nella centrale si differenzia la rappresentazione dell’Apocalisse. Nelle altre la Genesi, la vita di Gesù, i quattro evangelisti, scene di vita di Santa Caterina d’Alessandria.
Dappertutto ci sono angeli, arcangeli, cherubini e serafini. Tra le varie reliquie che formano il tesoro della Basilica, degna di menzione è un dito di Santa Caterina che Raimondello Orsini avrebbe staccato con un morso alla Santa mummificata nella chiesa sul monte Sinai durante il suo pellegrinaggio. La splendida chiesa che ha anche uno straordinario chiostro adiacente, è stata dichiarata Basilica Minore Pontificia nel 1992.


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